L’arte divinatoria di fare acquisti
A che punto siamo
Detto tutto quello che si poteva dire sui dazi, compresa la loro sospensione per i prossimi tre mesi, trascorso un Vinitaly di cui tutto si è analizzato e scritto sia da parte degli entusiasti, dei critici e sia di chi, da semplice appassionato, anche quest’anno si è recato in pellegrinaggio a Verona, abbiamo deciso di spostare la nostra attenzione su di un aspetto chiave del nostro lavoro: gli acquisti.
Saper acquistare etichette e quantità in maniera corretta è alla base di ogni ciclo di vendita e risulta fondamentale nella gestione del budget di ogni attività commerciale. In uno scenario sempre più strutturato ed interconnesso, l’acquisto di merci è diventato una scienza basata su analisi dei dati e metriche di misurazione.
Nulla deve essere lasciato al caso e nulla deve essere approssimativo: creare modelli d’acquisto, effettuare una pianificazione mensile su di un arco temporale annuo, stimare le potenziali vendite in base alla stagione sono l’ABC di chi deve garantire un magazzino fornito, nel rispetto del budget stanziato, capace di massimizzare lo spazio a disposizione e di terminare l’anno con un turnover delle scorte in linea con i volumi di vendita generati.
Sembra semplice ma…
Basta seguire queste semplici regole e non c’è il rischio di sbagliare; alla fine, trattasi di una scienza e, con l’evoluzione tecnologica avuta in questi anni, il compito sembra alla portata di molti se non di tutti.
E invece, nella realtà… i fattori esogeni sono tanto potenti quanto repentini, capaci di stravolgere e mettere tutto in discussione. Il mercato si muove alla velocità di una story ed i trend a quella di un like, non esistono più giorni della settimana in cui storicamente il lavoro è concentrato, il piatto identitario dei milanesi è il sushi e una normale fornitura da 10 cartoni vede 8 etichette coinvolte.
Tutto è frenetico e quasi tutti navigano a vista. Fare previsioni di vendita che si rivelino veritiere è diventato un gioco d’azzardo e quello che era scienza diventa ars magica.
Gestire gli acquisti si trasforma, infatti, in un’arte che si fonda su capacità intuitive che esulano da un ragionamento logico e razionale poiché i consumi nulla hanno a che vedere con queste caratteristiche. Sottostimare le bottiglie da comprare può diventare problematico se i tuoi Produttori sono piccoli artigiani del vino; d’altro canto, un impegno all’acquisto che non trovi conferma nelle vendite può condizionare il flusso di cassa e generare problemi di liquidità, sempre necessaria per poter reinvestire in quelle etichette che sovraperformano.
E noi? Cerchiamo di migliorare dai nostri errori, di applicarci nell’analisi dei dati, di seguire l’istinto fin dalla scelta delle Cantine da inserire nel nostro Catalogo e, da sempre, ci tuteliamo instaurando rapporti con Produttori che creano Eccellenze capaci di durare e migliorare con il passare del tempo così da garantirci una profondità di listino che ci piace e, sempre più, convince chi ha deciso di affidarsi a noi.

