Cosa beviamo stasera? E durante le Feste di Natale e Fine Anno?
Con l’arrivo dell’autunno Milano diventa ancora più frizzante per il mondo vitivinicolo. Tra kermesse, rendez-vous, serate, eventi, fiere e settimane dedicate al nostro mondo, non sono mancate, non mancano e non mancheranno le occasioni per degustare, salutarsi, confrontarsi e capire dove il cliente finale volge la sua attenzione.
Naturale effervescenza
Chiariamoci subito, non ci attendiamo alcuna rivoluzione: i rossi di struttura continuano ad avere poca cittadinanza a Milano (peccato perché alcuni terroir lo meriterebbero) e le bolle la fanno da padrone. Interessante, però, notare come accanto al “consueto” Champagne (di gran lunga sempre il preferito ed apprezzato) e alla Franciacorta che mantiene intatto il suo fascino, stiano guadagnando sempre più spazio nobili denominazioni come il Trento DOC o L’Oltrepò Pavese a cui si affiancano l’Alta Langa e la ricerca di Prosecco d’alta gamma.
In questo contesto, siamo felici di notare come vi sia sempre più curiosità ed attenzione per i piccoli produttori e, benché alcuni nomi di peso diano sempre garanzia di un buon vino nel calice, vi sia la voglia di ricerca ed il gusto di provare qualcosa che non sia la “solita” etichetta. Da questo punto di vista, un grande grazie ai sommelier, ai ristoratori ed ai titolari di enoteche e wine bar che hanno creduto nelle nostre proposte alternative e stanno raccogliendo i frutti di quello che, ad alcuni, pareva un azzardo.
All’insegna della leggerezza
Cercando di ampliare lo sguardo ed offrire una panoramica completa, anche in ragione della cucina proposta e delle mode che caratterizzano e contraddistinguono il territorio in cui operiamo (benché diversa e con peculiarità fortemente caratterizzanti, anche la provincia, in maniera forse meno netta, segue questa tendenza), non possiamo non notare come il gusto comune prediliga la bevibilità. Anche nei mesi più freddi, quindi, spazio ai vini bianchi freschi, aromatici e territoriali che si caratterizzano per eleganza ed un grado alcolico contenuto.
Nei rossi, prevalgono quelle varietà che sanno essere fini e, ancora una volta, garantiscono bevibilità: pinot neri francesi ed italiani nonché nebbioli freschi incontrano una platea sempre più vasta e sempre più giovane.
E se i giovani avessero ragione?
Guardando a questa fascia di clientela, ci accorgiamo come siano proprio i giovani a prestare attenzione e ricercare etichette con certificazioni bio, biodinamiche o carbon neutral avendo anche l’ardire di richiedere vini a bassa gradazione e analcolici. Da questo punto di vista, notiamo anche noi come vi sia ancora poca convinzione nell’inserire e promuovere il vino dealcolato. Comprendiamo tutte le osservazioni mosse ma, in fin dei conti, perché non proporre un’alternativa sicuramente più redditizia rispetto ad un semplice bicchiere d’acqua?
Ai posteri l’ardua sentenza e a noi l’inevitabile curiosità di sapere se vi siete ritrovati in quanto scritto. Qualora siate anche curiosi di conoscere ed approfondire la nostra proposta, non possiamo che ricordarvi come il nostro sito vi attenda e con lui notizie sui nostri produttori, schede tecniche di ogni etichetta ed alcune informazioni su chi siamo e vogliamo essere.

